terça-feira, 3 de fevereiro de 2026

Uruguay è il primo paese latinoamericano ad approvare una legge che consente l'eutanasia

Il progetto, pronto per l'approvazione presidenziale, cerca di garantire l'accesso a una "morte dignitosa"

Bandiera dell'Uruguay da Canva.

scritto da Global Voices Latin America

tradotto da Barbara Foggiato 

L'Uruguay è stato il primo paese sudamericano a concedere il voto alle donne [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], è stato un pioniere nell’approvare una legge sul divorzio e anche il primo a permettere che le donne possano ottenere il divorzio autonomamente. Dal 2010, all'inizio della decade, il paese ha fatto la storia e suscitato scalpore per aver depenalizzato la marihuana, aver garantito alle donne il diritto all'aborto e il matrimonio tra persone dello stesso sesso, temi che erano un tabù per la maggior parte dei paesi confinanti. Il 15 ottobre 2025, il paese sudamericano con una popolazione di tre milioni di abitanti, ha centrato un altro obiettivo storico: è diventato il primo paese latinoamericano ad approvare una legge che permette l'eutanasia [en].

Il progetto di legge è stato approvato al Senato con 2o voti a favore su 31. In agosto era stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti del Parlamento [en] con 66 voti a favore su un totale di 99. Ora aspetta l'approvazione del presidente Yamandu Orsi. La vice presidente Carolina Cosse, che ricopre anche il ruolo di presidente dell'Assemblea Nazionale, si è rallegrata per il voto dei politici.


Rallegramenti a tutto il Senato per il lavoro svolto nell'ambito del progetto di legge sulla Morte dignitosa, il cui obiettivo è regolamentare e garantire il diritto delle persone a trascorrere degnamente il percorso verso la morte. Si tratta di un fatto storico, che pone l'Uruguay all'avanguardia nel …

Il progetto di legge permette l'accesso alle procedure ad adulti mentalmente capaci che soffrono di una o più patologie croniche, incurabili e irreversibili che causano sofferenza e hanno un impatto sulla qualità della vita.

Il presidente Orsi ha detto che non ha pensato di porre il veto sulla legge e ha aggiunto che “questi sono i temi che abbiamo … essere sempre pronti a cercare e a continuare a migliorare, sopra di tutto c'è il tema della dignità umana”. Secondo quanto riporta La Diaria, i funzionari governativi hanno spiegato che i lavoratori in campo sanitario e legale si impegneranno per dare efficacia alla legge il prima possibile, dato che ci sono già persone che potrebbero beneficiarne.

Quando la legge entrerà in vigore, l'Uruguay sarà il quarto paese della regione a depenalizzare l'eutanasia, ma il primo a concederla per mezzo di una legge.

La Colombia ha depenalizzato l'eutanasia nel 1997 e l'ha normata nel 2015. Come spiega la BBC, tutto cominciò con la richiesta alla Corte Costituzionale da parte di un paziente terminale di ottenere una morte assistita. A Cuba, è stata inclusa in modo discreto nel sistema sanitario unico del paese nel 2023, secondo Reuters [en]. Nel 2024, anche l'Ecuador ha depenalizzato la pratica dopo che una sentenza giudiziaria aveva tracciato una cornice legale e stabilito delle norme nel caso fossero sorti casi analoghi in futuro.

Dibattito sulla morte dignitosa

Sessione del Senato uruguayano. Foto di Martin Monteverde dal Dipartimento di Fotografia dell'Assemblea Nazionale dell'Uruguay

In Uruguay, il dibattito intorno al progetto di “morte dignitosa” è durato cinque anni. La prima proposta di depenalizzazione è stata presentata nel marzo del 2020 dall'allora legislatore Ope Pasquet, del partito Colorado [it], di centro-destra. Nonostante fosse stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti nel 2022, il progetto si arenò al Senato. Nel 2025, dopo che la coalizione di sinistra Frente Amplio (FA) [it] è tornata alla presidenza, è stata presentata una proposta che combina elementi della proposta del 2020 e di una presentata da legislatori del Frente Amplio nel 2021, secondo quanto ricorda il giornale El País.

Pasquet, ora ex rappresentante nazionale, è tornato all'Assemblea Nazionale per votare a favore del progetto, grazie a un seggio ceduto temporaneamente da Robert Silva, senatore del suo partito. Come ha pubblicato il Montevideo Portal, ha parlato di casi di persone che, in questi tempi, hanno aspettato la legge e ha dichiarato:

Chiunque creda nella legittimità morale dell'eutanasia e si trova nella triste condizione di averne bisogno, potrà richiederla. Chi la consideri incompatibile con il suo credo e le sue convinzioni non la richiederà e nessuno potrà applicarla contro la sua volontà. È libertà di scelta: questo è ciò che pretendiamo! Che ciascuno segua ciò che gli suggerisce la coscienza! Colui che vuole l'eutanasia, che la chieda, e colui che non la vuole, la rifiuti. (…)

Non arriverà nessuna autorità a classificare i pazienti in “passibili di eutanasia” e “non passibili di eutanasia.” Questa è una falsità che è stata ripetuta troppe volte. La decisione di chiedere l'eutanasia è assolutamente privata da parte della persona della cui vita si tratta. Se si trova nella situazione prevista dalla legge, si procederà secondo quanto da lei richiesto, altrimenti no.

Tra gli 11 senatori che hanno votato contro, Martin Lema, del Partido Nacional, di centro-destra [it], ha sostenuto che il progetto di legge aveva “vuoti, vizi e contraddizioni, era carente di garanzie cliniche e legali che violano norme costituzionali”. Il senatore Gustavo Zubia, del partito Colorado, ha reso noto nel suo account X (ex Twitter) che non votò per il progetto di legge perché non prevedeva maggiori controlli.

L'Uruguay è uno stato laico, con separazione tra Chiesa e Stato, tanto che, nel 1919, una legge abolì tutte le festività religiose dal suo calendario ufficiale. Per esempio, il Natale si celebra come Giorno della Famiglia. In ogni caso, rappresentanti della Chiesa cattolica hanno emesso una dichiarazione con cui esprimono la preoccupazione che la “legge potrebbe promuovere una cultura della morte”.

Dare la possibilità di scelta

Questo 15 ottobre, quando il Senato ha approvato il progetto di legge, Pablo Salgueiro avrebbe compiuto 62 anni. Salgueiro morì nel 2020 di sclerosi laterale amiotrofica (SLA), [it] una malattia degenerativa che aveva colpito altri membri della sua famiglia. Le sue figlie, Florencia e Sofía, sono tra i parenti che sono a favore di una depenalizzazione dell'eutanasia


Che regalo di compleanno sarebbe il sapere che nessuno soffrirà più come lui, senza la possibilità di scegliere come morire. Spero che mio papà possa vedere quanto sta accadendo. Sono orgogliosa del mio paese e di come sta avanzando ancora una volta in tema di diritti.


Nel 2021, Florencia pubblicò un contributo nel suo profilo X nel quale raccontò che, anche se suo padre era rimasto lucido fino agli ultimi giorni, la SLA limitava la capacità del suo corpo di rispondere. Una notte di febbraio, suo padre le disse: “Questo non è vita”, che “non voleva continuare a vivere”, e “voglio morire”. Scrisse “Magari nessuno di voi venga a trovarsi nella situazione di ascoltare queste parole, sapendo che sono la verità e sapendo che non puoi fare NULLA”.

Florencia, che fa parte di Empatia Uruguay, gruppo di uruguayani che appoggiano l'idea di una legge che permetta l'eutanasia, disse a Subrayado che era un “grande onore e che rimette l'Uruguay su quel cammino dove si trovano i pionieri”:

… e ci posiziona come un paese che ha immaginazione e che ha il coraggio di affrontare certi temi, invece di lasciarli nell'oscurità o di lasciare che continuino a passare in maniera clandestina, dà una risposta da parte dello Stato, una risposta liberale che lascia decidere alle persone, secondo i propri valori, come vivere la loro vita.

In un post in cui ha commentato  il voto al Senato, il suo pensiero finale ha posto una questione: “Chi siamo noi per dire a un malato quanta sofferenza è sufficiente? Si avvicina il momento della votazione”.


[Fonte: www.globalvoices.org]


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