sábado, 12 de setembro de 2026

Nazional-sionismo pericolo per gli ebrei

Fin da ragazzino la parola ebreo è stata per me sinonimo di libertà del pensiero, e di emancipazione dall’ossessione dell’identità. Poi prevalse il nazional-sionismo.

in una strada di Norrebro, Copenaghen

di Franco Berardi

Dal momento che la legge italiana vieta la propaganda razzista, è ovvio che vieta anche la propaganda antisemita. Dunque perché questo decreto? La decisione di perseguire specificamente l’antisemitismo - quando le autorità israeliane tacciano di antisemitismo persino l’ONU - non è rivolta a punire chi agisce contro gli ebrei in quanto ebrei, ma è rivolta a difendere uno stato genocida e perseguire chi lo denuncia.

Il Decreto Legge si ispira alla definizione proposta dall’International Holocaust Remembrance Alliance secondo cui, tra l’altro, sarebbe antisemita fare paragoni tra la politica israeliana e quella dei Nazisti.

Purtroppo è impossibile comprendere la storia contemporanea se si ignora che l’occupazione, l’apartheid, la pulizia etnica, il genocidio, la tortura, e soprattutto la definizione di Israele come Stato degli ebrei sono manifestazioni di nazismo.

Il Decreto Legge che si discute il 9 di settembre mi vieta di scrivere quello che ho scritto.

Eppure lo penso. E lo pensano molti.

Da quando Israele ha scatenato un genocidio contro la popolazione di Gaza, da quando i coloni israeliani hanno intensificato un’aggressione contro gli abitanti palestinesi della Cisgiordania, da quando cioè lo stato di Israele ha iniziato la pulizia etnica con l’intento di realizzare la soluzione finale della questione palestinese - in molti paesi occidentali si sono adottate misure di repressione contro chiunque esprima protesta e solidarietà con i palestinesi. Tra coloro che sono stati attaccati dalle autorità tedesche come antisemiti ci sono numerosi intellettuali ebrei. Lo stesso accade negli Stati Uniti, dove un governo dichiaratamente razzista perseguita chi protesta contro il genocidio.

L’Europa, responsabile dello sterminio di oltre sei milioni di ebrei non ha pagato alcun prezzo per risarcirli, ma in compenso gli ha offerto la possibilità di occupare da padroni un territorio su cui gli Inglesi esercitavano il loro dominio coloniale, e ha successivamente appoggiato l’aggressione contro i palestinesi che venivano cacciati dalle loro case per far posto alle vittime degli europei.

Era del tutto prevedibile che questo avrebbe provocato una violenta risposta da parte dei palestinesi. Ma dopo decenni di false promesse sulla creazione di uno stato palestinese, dopo l’arrogante rifiuto da parte di Israele di una soluzione concordata di questo genere, dopo la detenzione di massa della popolazione palestinese in campi di concentramento, era prevedibile che la reazione prima o poi sarebbe stata violenta.

Il 7 ottobre questa risposta è venuta. Quel che ne è seguito è il genocidio, già in atto in maniera strisciante da 75 anni.

Non sappiamo in che misura Netanyahu sia stato al corrente di quel che Hamas stava preparando, e lo abbia lasciato accadere per scatenare poi quello che ha scatenato. Non lo sappiamo perché Netanyahu si è opposto a un’indagine sul suo operato. Finora. Oggi Haaretz ha pubblicato notizie che possono costringere Israele a fare i conti con la verità

Potremo continuare a dire la verità sul genocidio, se passa il Decreto legge in discussione? 

 

[Fonte: francoberardi.substack.com]


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