domingo, 2 de agosto de 2026

Il Museo Nazionale del Cinema dedica una grande mostra a Gillo Pontecorvo e al suo archivio

A vent'anni dalla morte di Gillo Pontecorvo e a sessant'anni dal Leone d'Oro assegnato a La battaglia di Algeri, il Museo Nazionale del Cinema inaugura ala Mole Antonelliana una mostra costruita attorno al vasto archivio personale del regista, conservato a Torino dal 2013 grazie alla donazione della famiglia. 

Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra, visitabile dal 16 settembre 2026 al 5 aprile 2027 negli spazi del piano di accoglienza della Mole, rappresenta il primo tentativo sistematico di restituire al pubblico il funzionamento del laboratorio creativo di uno dei cineasti più influenti del secondo Novecento italiano attraverso materiali di lavoro, sceneggiature annotate, corrispondenza, fotografie, documenti preparatori e filmati provenienti dal Fondo Pontecorvo del Museo.

La mostra, curata da Mauro Genovese con Caterina Massignani, si sviluppa seguendo le principali questioni storiche e politiche che attraversano la biografia del regista e la sua filmografia: l’esperienza della Resistenza, la memoria della Shoah, i processi di decolonizzazione, le lotte di liberazione nazionale e i conflitti sociali del secondo dopoguerra.

Pontecorvo appartiene infatti a quella generazione di autori europei per i quali il cinema costituiva innanzitutto uno strumento di analisi storica e politica. La sua produzione rimane relativamente esigua — poco più di una decina di opere nell’arco di oltre quarant’anni — ma ha esercitato un’influenza che supera largamente la dimensione quantitativa della filmografia.

Il percorso espositivo dedica particolare attenzione a La battaglia di Algeri (1966), probabilmente il titolo che più di ogni altro ha contribuito a ridefinire il rapporto tra cinema politico e rappresentazione storica. Realizzato con il sostegno del governo algerino pochi anni dopo l’indipendenza e scritto insieme a Franco Solinas, il film adottava tecniche visive vicine al reportage televisivo e al documentario per ricostruire la guerriglia urbana nella Casbah durante la guerra d’Algeria.

L’impatto internazionale dell’opera è stato tale da oltrepassare il terreno strettamente cinematografico. Nel corso dei decenni il film è stato studiato tanto dai movimenti di liberazione nazionale quanto dagli apparati militari occidentali; nel 2003 il Dipartimento della Difesa statunitense organizzò una proiezione interna durante la guerra in Iraq, considerandolo uno strumento utile per comprendere le dinamiche della controinsurrezione e della guerra urbana contemporanea.

Accanto al film premiato a Venezia nel 1966 trovano spazio anche gli altri snodi della carriera del regista: Giovanna (1955), Kapò (1960), uno dei primi film europei a confrontarsi direttamente con la deportazione nei campi di concentramento, e Queimada (1969), riflessione sul colonialismo e sui meccanismi economici dell’imperialismo costruita attorno alla figura ambigua dell’agente britannico interpretato da Marlon Brando.

Una sezione è dedicata inoltre a Il sole sorge ancora di Aldo Vergano, film della Resistenza del 1946 nel quale Pontecorvo comparve come attore prima di intraprendere definitivamente la strada della regia.

L’esposizione ricostruisce anche la rete di collaborazioni che accompagnò il lavoro del regista. Centrale fu il rapporto con Franco Solinas, tra gli sceneggiatori politicamente più influenti del cinema europeo del dopoguerra, e quello con Ennio Morricone, autore di partiture che contribuirono in maniera decisiva alla costruzione della tensione narrativa di opere come La battaglia di Algeri e Queimada. Ugualmente significativa fu la collaborazione con Yacef Saadi, ex dirigente del Fronte di Liberazione Nazionale algerino che partecipò alla produzione del film del 1966 interpretando inoltre il proprio ruolo storico sullo schermo.

La mostra dedica spazio anche agli anni della direzione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, incarico ricoperto da Pontecorvo tra il 1992 e il 1996, e successivamente alla presidenza di Cinecittà, a testimonianza di un’attività che si estese ben oltre la sola pratica registica.

Tra gli elementi più significativi dell’esposizione figura il prestito del Leone d’Oro originale assegnato nel 1966 a La battaglia di Algeri, presentato per la prima volta al pubblico insieme ai materiali preparatori del film.

Il progetto sarà accompagnato da una rassegna cinematografica al Cinema Massimo, da attività didattiche e da un programma di cinelezioni rivolte alle scuole, in continuità con una delle convinzioni che hanno attraversato l’intero percorso di Pontecorvo: l’idea che il cinema possa rappresentare non soltanto una forma artistica, ma anche uno strumento di educazione storica e di cittadinanza critica.

Gillo Pontecorvo. Una battaglia dopo l’altra
Museo Nazionale del Cinema – Mole Antonelliana, Torino
16 settembre 2026 – 5 aprile 2027

 

[Fonte: www.indie-eye.it]



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