quinta-feira, 2 de abril de 2026

Iran: USA e Israele seguiranno le orme della Germania nazista?

di Stefano Zecchinelli  

La Resistenza iraniana ha destabilizzato i piani del fascista sociopatico Donald Trump e dei sionisti-revisionisti israeliani: Teheran è una potenza militare, capace di vincere una “guerra convenzionale” contro l’imperialismo “americano-sionista”. Il fascista Trump accetterà una opzione diplomatica, oppure seguirà le orme di Hitler? Un’ aggressione di terra all’Iran sarebbe, utilizzando il metodo comparatistico, una sorta di nuova Operazione Barbarossa: i marines verranno sconfitti in tempi ben più rapidi del III Reich.

Le recenti documentazioni messe al vaglio dagli analisti militari sembrerebbero dimostrare come gli Stati Uniti, nascondendosi dietro la retorica delle trattative, stiano preparando un attacco terrestre (mixando elementi di “guerra convenzionale” con la “guerra irregolare”) alla Repubblica Islamica dell’Iran. Qualora queste ipotesi dovessero dimostrarsi fondate, Washington andrebbe incontro alla catastrofe militare:

  • Il Pentagono, già scettico verso un attacco militare all’Iran, non dispone di sufficienti unità di marines per controllare un territorio difficile come quello corrispondente alla Persia imperiale. Teheran, la quale ha trasformato la “guerra partigiana” nella propria dottrina di Stato, avrebbe la meglio su soldati demotivati ideologicamente e privi d’addestramento nel combattimento ravvicinato.
  • Il Generale Charles De Gaulle, esaminando la Rivoluzione algerina (1962), dimostrò come un esercito di professionisti deideologizzati non potesse avere la meglio nei confronti di un popolo intero in armi. Com’è ampiamente documentato, all’interno dell’esercito USA crescono le proteste sotto lo slogan “non vogliamo morire per Israele”.

Lo scorso mese, Lavrov ha esaminato pubblicamente le sfide dell’amministrazione Trump 2.0“[Gli Stati Uniti] sono pronti a difendere il proprio benessere con qualunque cosa serva – colpi di stato, rapimenti o persino l’uccisione di leader dei paesi che possiedono risorse naturali di interesse per gli Stati Uniti. I nostri colleghi statunitensi non nascondono il fatto che il petrolio sia ciò che cercano in Venezuela e in Iran.” 1 In questa circostanza, emergono con certezza tre tendenze contrapposte al nazionalismo economico di cui Trump doveva essere un interprete:

  • L’imperialismo israeliano, attraverso le lobby sioniste (“la configurazione del potere sionista”, per dirla con James Petras), controlla la politica estera nord-americana ribaltando le parole di Khomeini: adesso è Tel Aviv il “Grande Satana”, mentre Washington è un piccolo Belzebù.
  • L’Iran, consolidando il controllo dello Stretto di Hormuz ed alleandosi strategicamente con la Repubblica Popolare Cinese, sta dimostrando di essere una potenza economica globale. Teheran è la porta d’ingresso verso l’Eurasia.
  • Nell’epoca del “realismo offensivista”, la violenza è l’unico strumento che le borghesie imperialiste israeliana e statunitense conoscono per risolvere le controversie. L’uccisione di bambini oppure il rapimento e l’assassinio mirato di leader politicamente avversari relegano la diplomazia nel campo della “guerra convenzionale”, là dove maturò nell’’800 e ‘900 il diritto militare in quanto branca del diritto pubblico internazionale. Israele è l’unico Stato (in realtà dovremmo parlare di una entità illegittima) a non contemplare né diplomazia e né politica estera, sistematizzando il concetto di “guerra irregolare” in seno all’imperialismo tedesco degli anni ’30: i sionisti-revisionisti, alleati strategici della Germania hitleriana, contemplarono il genocidio in quanto opzione politica.

Il Ministro Lavrov ha concluso che il Trump 2.0 ci sta “riportando in un mondo dove nulla esisteva – niente diritto internazionale, nessun sistema di Versailles, nessun sistema di Yalta – niente. Un mondo dove la forza fa la ragione.” In un mondo del genere, “i deboli vengono picchiati. Questo riassume tutto. Dobbiamo essere forti. E la Russia è un paese molto forte.” (Ibidem) La Russia, oltre ad essere molto forte, è soprattutto un argine geopolitico (insieme alla Cina) all’imperialismo occidentale, un aspetto della geopolitica globale che terrorizza i neoconservatori ed i barbari estremisti di destra israeliani. Israele, uno “stato del male”.

La lobby sionista controlla la politica estera degli Stati?

L’IDF, minacciando l’”eliminazione” dei leader russi che “augurano il male a Israele”, attraverso lo sproloquio fascista della portavoce militare Anna Ukolova, ha svelato la natura terroristica dell’entità sionista: Israele, emulando i crimini della Gestapo, pensa di avere un mandato divino decidendo la sorte dei propri avversari politici. La testata online The Grayzone, riprendendo i contributi del media russo Mash e di Al Jazeera, ci rivela la proiezione unilaterale del “capitalismo della sorveglianza”, leggiamo:

“Il 12 marzo, il media russo Mash ha rivelato che il software israeliano BriefCam «è stato utilizzato in Russia da fornitori privati a partire dagli anni 2010». Fondato presso l’Università Ebraica di Israele nel 2007, BriefCam utilizza l’intelligenza artificiale per consentire agli utenti di «esaminare ore di video in pochi minuti» e «rendere [i propri] video ricercabili, utilizzabili e quantificabili».

Nel 2024, BriefCam è stata acquisita da una filiale olandese del Gruppo Canon denominata Milestone Systems, che si impegna pubblicamente a «amplificare ciò che le organizzazioni di qualsiasi dimensione possono vedere, fare e realizzare con i video».

«La nostra tecnologia brevettata VIDEO SYNOPSIS® condensa ore di sorveglianza in un breve riassunto sovrapponendo più eventi – ciascuno contrassegnato dal proprio timestamp originale – su un singolo fotogramma, consentendo di filtrarli per tipo di oggetto e attributi», si vanta la pagina BriefCam dell’azienda. Un’analisi di Al Jazeera ha rivelato che tali attributi includono «sesso, fascia d’età, abbigliamento, schemi di movimento e tempo trascorso in una determinata località».” 2

Le nuove tecnologie informatiche, monopolizzate da CIA Mossad, consentono attraverso l’utilizzo di un software informatico di monitorare la vita di una persona (preferenze sessuali, alimentari, vestiario, ecc..) compendiando in un video i dati utili agli apparati d’intelligence. L’Europa, la quale ha ceduto all’entità sionista la propria sicurezza interna, è un laboratorio del Mossad, gli assassini più rispettati nel nostro miserabile occidente. Domanda: qual è il prossimo obiettivo militare dell’imperialismo israeliano? Turchia, Russia oppure la Cina? Israele, come disse lo storico Norman G. Finkelstein, è uno “stato pazzo”.

L’Iran è una società antichissima e coltissima, che gli europei “semi-colti” conoscono a malapena attraverso lo studio delle guerre greco-persiane o della battaglia delle Termopili. Contrariamente a quanto riferiscono i media di regime, la Repubblica islamica-sciita non è affatto una teocrazia: il giornalista Thierry Meyssan ha recentemente ricordato la sua esperienza di consulente per conto dell’ex presidente Ahmadinejad, in un periodo in cui furono i “progressisti” statunitensi a deriderlo per la sua omosessualità e non lo statista iraniano sempre cortese e rispettoso delle diversità 3. Il presidente Trump, accodandosi ad un criminale come Netanyahu, ha confermato ciò che su “L’Interferenza” avevamo disaminato da tempo: il movimento MAGA è un “movimento reazionario di massa” essendo il cosiddetto “americano medio” profondamente incolto e razzista.

Il 17 marzo Joe Kent, personaggio discutibile per la sua adesione all’eccezionalismo USA, ha pubblicato su X questo messaggio: “Dopo attenta riflessione, ho deciso di dimettermi dalla carica di direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo a partire da oggi. In tutta coscienza, non posso sostenere la guerra contro l’Iran. L’Iran non rappresenta una minaccia imminente per la nostra nazione. Ed è chiaro che abbiamo scatenato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana. È un onore servire sotto @POTUS e @DNIGabard e guidare i professionisti di NCTC. Dio benedica l’America” 4. Per quanto guerrafondaio e fascistoide, Kent ha dovuto ammettere che la lobby israeliana controlla gli Stati Uniti, valorizzando la tesi di James Petras: gli Stati Uniti sono i servi di Israele. L’Operazione “Furia di Epstein” è stata pianificata dal Mossad, monopolizzata da Netanyahu e gestita politicamente da Trump, una sorta di omino di paglia sodomizzato da Israele. 

In conclusione, l’Iran ha chiesto al mondo occidentale d’essere riconosciuto non in quanto erede della Persia imperiale, ma della Rivoluzione khomeinista del 1978-’79. Una rivoluzione complessa organizzata dal “socialista islamico” Ali Shariati e riconosciuta da Jean Paul Sartre, ma lontana dalla capacità di comprensione del mondo accademico statunitense. Gli Stati Uniti, un regime ideocratico, dovrebbero decolonizzarsi dal proprio sionismo interno invece di contemplare la distruzione d’una porzione del pianeta.

Affrontando la “coalizione di Epstein”, Teheran ha unificato la Umma musulmana, i popoli della Jihad che spezzano le catene del colonialismo anglosassone, rilanciando la dottrina della Rivoluzione degli Oppressi.


[Fonte: www.linterferenza.info]

Sem comentários:

Enviar um comentário