Kaouther Ben Hania al 53° International Film Festival Rotterdam
La regista
tunisina Kaouther
Ben Hania non ha accettato il premio “Most Valuable Film” assegnato
al film da lei diretto, "La voce di Hind Rajab", come gesto di protesta e di denuncia
per la presenza di Noam
Tibon, maggiore generale israeliano in pensione e
protagonista del documentario canadese sul 7 ottobre The Road Between Us,
premiato al Toronto Film Festival.
“Quello
che è successo a Hind non è un’eccezione. È parte di un genocidio”,
ha dichiarato la regista. “Stasera
a Berlino ci sono persone che hanno dato copertura politica a quel genocidio
riformulando l’uccisione di massa di civili come autodifesa, come circostanze
complesse. Denigrando chi protesta. Stasera non porterò questo premio a
casa. Lo lascio qui come promemoria. E quando la pace sarà perseguita come
un obbligo legale e morale, radicato nella responsabilità per genocidio, allora
tornerò e lo accetterò con gioia”, ha concluso.
Il gesto clamoroso di Kaouther Ben Hania è
arrivato dopo altri due episodi di contestazione: la scrittrice indiana Arundhati Roy ha dichiarato che “l’arte non può tacere su un
genocidio” e annunciato che non avrebbe partecipato al festival del cinema di
Berlino dopo che il presidente della giuria Wim Wenders aveva sostenuto la
necessità per il cinema di “restare fuori dalla politica.”
Alla sua dura presa di posizione è poi
seguita la lettera aperta firmata da più di 80 registi e attori, tra cui Javier Bardem e Tilda Swinton,
che condannava il Festival Internazionale del Cinema di Berlino per il suo
“silenzio istituzionale” sul genocidio nella Striscia di Gaza e per la
complicità con Israele.
[Foto: Vera de Kok, Wikimedia Common
- fonte: www.pressenza.com]

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