segunda-feira, 11 de maio de 2026

Il pluripremiato film tragicomico del regista croato che ripercorre la nascita del fascismo

Il film “Fiume o morte!” “ricrea” l’occupazione di Fiume da parte dei protofascisti italiani nel 1919 

L'editore italiano Arnoldo Mondadori e lo scrittore Gabriele D'Annunzio (al centro, in uniforme). Foto di Archivi Mondadori su Wikimedia Commons (CC BY-SA 4.0). 

scritto da Metamorphosis Foundation

tradotto (Italiano) da Domenica Pellicanò 

Questo articolo [mk] di Stojan Sinadinov è stato pubblicato per la prima volta sul sito Truthmeter.mk il 4 febbraio 2026. Una versione modificata viene qui ripubblicata nell’ambito di un accordo di condivisione dei contenuti tra Global Voices e la Metamorphosis Foundation.   

Il film documentario ibrido “Fiume o morte!” [it, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dello scrittore e regista croato Igor Bezinović [en] offre una nuova prospettiva sulla visione ormai consolidata del fascismo come movimento politico radicato nello spettacolo propagandistico, nella mobilitazione di massa e nella creazione di miti nazionalistici. Nel film, Bezinović descrive minuziosamente i 16 mesi di occupazione della città di Fiume, nell'odierna Croazia, da parte dello scrittore italiano Gabriele D’Annunzio, esponente del Decadentismo e leader militare, e del suo esercito di legionari nel 1919, immediatamente dopo la fine della Prima guerra mondiale.   

“Fiume o morte!” è tra i film di maggior rilievo del 2025, ottenendo 30 premi, tra cui il premio per il miglior film documentario [en] assegnato dalla European Film Academy, il Tiger Award [en] e il FIPRESCI Prize [en] all'International Film Festival Rotterdam, oltre a sei Golden Arena Awards al Pula Film Festival in Croazia. È stato anche selezionato [en] come candidato croato agli Academy Award [en] del 2026, pur non rientrando tra i finalisti.  

Coprodotto tra Croazia, Italia e Slovenia, il film fonde in modo creativo documentario e commedia, proponendosi come una sorta di lezione di storia sulla nascita del fascismo. Con la partecipazione di circa 100 attori non professionisti e comparse, il film “ricrea” l'anno 1919 e l'occupazione della città costiera croata di Fiume da parte delle forze paramilitari dell’aspirante comandante militare Gabriele D’Annunzio, poeta, drammaturgo, aristocratico e dandy italiano.   

Ecco il trailer ufficiale del film.

Subito dopo la fine della Prima guerra mondiale, insoddisfatto del fatto che la città di Fiume non fosse stata inclusa nel Regno d’Italia a seguito della firma del Trattato di Versailles tra la Germania e le potenze alleate dell'Intesa, D’Annunzio entrò in città l'11 settembre 1919 con decine di soldati legionari e costituì un para-stato noto come Reggenza italiana del Carnaro.   

Oltre un anno dopo, D’Annunzio ignorò il fatto che il Regno d'Italia e il Regno dei Serbi, Croati e Sloveni (SCS) (in seguito denominato Regno di Jugoslavia) avessero firmato un accordo nel novembre 1920, secondo il quale Fiume apparteneva al Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Di conseguenza, l’esercito italiano fu costretto a espellerlo dal suo “stato”. I legionari di D’Annunzio si ritirarono da Fiume il 5 gennaio 1921 e lo stesso D’Annunzio due settimane più tardi, segnando la fine dell’occupazione durata 16 mesi.  

Il film di Bezinović ritrae il “pioniere” del fascismo italiano Gabriele D’Annunzio attraverso una lente critica, come si addice a una figura di riferimento per il leader fascista [en] Benito Mussolini. La vita e l'opera [en] di Gaetano Rapagnetta — nome di nascita di D’Annunzio; il padre assunse il cognome D’Annunzio dallo zio — costituiscono la base di una dettagliata vivisezione del protofascismo, condotta da Bezinović con impeccabile precisione. Il fatto che spettatori e critici vi riscontrino numerosi parallelismi con l’attuale situazione geopolitica e con il ricorrente riaffiorare del fascismo/nazismo in varie forme non è casuale: è proprio questo il motivo per cui Bezinović ha realizzato “Fiume o morte!”.   

L’occupazione di Fiume da parte di D’Annunzio e dei suoi legionari è ben documentata, con archivi che contengono oltre 10.000 fotografie, ad esempio, questo album e centinaia di riprese filmate. Nel film di Bezinović, queste fotografie e questi filmati costituiscono la base per “ricreare” le personalità e gli eventi dell’occupazione attraverso la drammatizzazione di attori non professionisti e comparse.   

Le seguenti immagini d'archivio illustrano come gli eventi dell’occupazione protofascista di Fiume siano stati documentati all’epoca; esse hanno costituito materiale di riferimento per la ricostruzione del film.

Come ha osservato il filosofo tedesco di origine ebraica Walter Benjamin [en], il fascismo può essere visto come una “estetizzazione della politica”, poiché tende a trasformare la politica in spettacolo attraverso simboli, rituali messi in scena, raduni di massa e media utilizzati per mobilitare emotivamente le persone. Al contrario, egli sosteneva che il comunismo mirasse a rendere l’arte politicamente impegnata. Benjamin, morto nel 1940 mentre fuggiva dai nazisti, individuava [en] come caratteristica cruciale del fascismo la dissoluzione del confine tra politica e performance.

·         Traduzione

 

·         Citazione originale

Questa è la situazione della politica che il fascismo trasforma in estetica. Il comunismo risponde politicizzando l’arte.

Questa prospettiva aiuta a inquadrare la rappresentazione del governo di D’Annunzio a Fiume da parte di Bezinović non come una forma di governo convenzionale, ma come una sorta di teatro politico — una realtà messa in scena in cui il potere viene esercitato attraverso una sequenza di immagini, gesti e miti così come attraverso la forza.

Un parallelo artistico simile si può riscontrare in Friedrich Nietzsche, che, nel suo dialogo con le opere di Richard Wagner, descrisse la “nascita della tragedia dallo spirito della musica”. L’ideologia nazista si sarebbe successivamente appropriata dell’opera di Wagner.

Nel film di Bezinović, tuttavia, le prime forme di fascismo sembrano emergere dallo spirito della commedia: una performance teatrale, spesso assurda (in linea con la tradizione della commedia italiana) le cui inevitabili conseguenze tragiche diventano pienamente visibili solo a posteriori. Questo intreccio tra il comico e il catastrofico conferisce al film una spiccata dimensione tragicomica.

In “Fiume o morte!” D’Annunzio viene mostrato mentre ripropone il saluto dell’antica Roma (spesso definito saluto romano), con “il braccio destro sollevato all'altezza degli occhi” [mk], che sarebbe poi diventato il saluto obbligatorio dei fascisti e, successivamente, dei nazisti.  

Bezinović sottolinea inoltre il breve soggiorno a Fiume dello scrittore italiano e fondatore del movimento futurista Filippo Tommaso Marinetti, che vi si recò su invito di D’Annunzio, ma lasciò la città dopo appena due settimane.   

Anche Mussolini soggiornò a Fiume solo per un singolo giorno prima di partire per preparare la formazione del suo Partito Fascista [en]. In seguito, divenne il Duce e incarnò le idee sia di D’Annunzio che di Marinetti nel corporativismo politico noto come fascismo.  

“Fiume o morte!” non omette il fatto che, durante il suo governo, D’Annunzio portò a Fiume più di 5.000 giovani italiani, in una città che all’epoca contava circa 30.000 abitanti, al fine di modificarne la composizione demografica. Né trascura il fatto che, all’inizio dell’occupazione, i suoi legionari, motivati dal razzismo, uccisero circa 10 soldati vietnamiti che facevano parte delle forze alleate dell’Intesa. 

Gabriele D'Annunzio (al centro con il bastone) insieme ad alcuni legionari ((membri del reparto degli Arditi dell'Esercito Reale Italiano) a Fiume nel 1919. Foto su Wikimedia Commons. Di pubblico dominio.

Lo scrittore e teorico italiano Umberto Eco, che tra le altre cose ha analizzato le molteplici forme del fascismo nel suo saggio del 1995 “Il fascismo eterno”, pubblicato con il titolo “Ur‑Fascism” [en] dal New York Review of Books, ha scritto:

·         Traduzione

 

·         Citazione originale

Ma il gioco fascista può essere giocato in molte forme, e il nome del gioco non cambia…

Il fascismo è diventato un termine onnicomprensivo perché si possono eliminare da un regime fascista una o più caratteristiche e questo resterà comunque riconoscibile come fascista. Togli l’imperialismo dal fascismo e hai ancora Franco e Salazar. Togli il colonialismo e hai ancora il fascismo balcanico degli Ustascia. Aggiungi al fascismo un radicale anti-capitalismo (che non ha mai particolarmente affascinato Mussolini) e hai Ezra Pound. Aggiungi un culto della mitologia celtica e del misticismo del Graal (del tutto estranei al fascismo ufficiale) e hai uno dei più rispettati guru fascisti, Julius Evola

“Fiume o morte!” di Igor Bezinović aggiunge un’ulteriore sfumatura all’interpretazione del fascismo.


[Fonte: www.globalvoices.org]

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